Andrea Verzegnassi è nato a Monfalcone nel 1963, ha partecipato a numerose collettive d’arte facendosi conoscere e riscuotendo molto successo a livello nazionale. Il suo percorso artistico é legato a due figure importanti dell’arte goriziana Cesare Mocchiutti e Mario Di lorio, rispettivamente insegnante e compagno di classe. Due figure che hanno segnato l’arte isontina degli anni ottanta influenzando con il loro carattere forte e dominante molti artisti del territorio. Il tema che affronta negli ultimi lavori è quello della Grande Guerra. L’obiettivo é quello di raccontare attraverso i propri occhi la drammaticità di questo evento umanitario che ha coinvolto tantissime persone. Con questo conflitto si parla per la prima volta di guerra totale in quanto non si combatte si solo al fronte e nelle trincee ma vengono coinvolti anche i civili. Gli strumenti messi a disposizione dall’arte contemporanea possono addentrarsi anche in tematiche cruente come queste. Numerosi sono stati in passato gli artisti che hanno raccontato la guerra, artisti convocati a corte per evocare battaglie, trattati, incoronazioni, come Velazquez, Rembrandt ma dopo Canova divenne più difficile convincere un artista a mettersi al servizio del potere e già alcuni di loro avevano preso posizione contro i vecchi regimi. Mai come nel 900 l’arte ha potuto esprimersi anche sotto forma di denuncia, diventando un percorso volto a sottolineare la ricchezza, e l’energia di idee molto impegnate. I materiali usati sono originali recuperati da quelli che il Carso ancora ci fa trovare. Pezzi di trincea, filo spinato, polvere di ruggine, scritte. Ed’é per questo uso di cimeli originali, anche se poi rielaborati, che le sue opere acquistano maggior forza. Questo utilizzo di materiali in realtà non esprime né presente né passato. L’opera diventa una sintesi di dialogo tra storia e l’estetica. L’artista interviene facendola propria. (Ada Fachin).
Opera candidata nell'edizione 2025 del Premio Mestre di Pittura, selezionata con merito.
Dolina è un’opera che esplora il tema della memoria storica attraverso un approccio materico e simbolico. Realizzata con la tecnica del graffito, che le conferiscono una profondità tattile è una connessione autentica con il paesaggio. La superficie della tela è incisa con una scheggia di mortaio, un residuo bellico ritrovato sul posto rappresentato, conferendo così all’opera un ulteriore significato simbolico. I materiali utilizzati per la realizzazione provengono da oltre 70 siti cimiteriali provvisori della Grande Guerra, individuati grazie a ricerche storiche condotte presso gli archivi militari austriaci e italiani. Questo aspetto aggiunge un ulteriore livello di autenticità e profondità al progetto, trasformando l’opera in un ponte tra passato e presente, tra memoria e materia. L’utilizzo della scheggia di mortaio come punta d’incisione rende Dolina un’opera unica: ogni linea e incisione è un gesto di memoria, un richiamo alle tracce di guerra che ancora segnano il territorio. L’effetto finale è quello di un paesaggio onirico, che rappresenta questo luogo carico di storia e dolore, un paesaggio in cui il tempo sembra sospeso e il passato continua a riaffiorare. Accanto all’opera, la scheggia di mortaio utilizzata dovrebbe essere esposta separatamente in un involucro di plexiglass, come una reliquia storica che aggiunge un livello di intensità e introspezione all’intera composizione. Insieme, il quadro e la scheggia custodita diventano simboli della memoria e della resilienza, un invito a riflettere sulle cicatrici che la storia ha lasciato nel paesaggio e nelle persone che lo abitano. In questo caso, essendo un concorso di pittura, il residuo bellico viene allegato in formato fotografico come semplice documentazione. Questo lavoro è quindi più di una semplice rappresentazione visiva; è una connessione diretta con la terra, la storia e il ricordo, resa tangibile attraverso materiali e gesti colmi di significato. Inoltre, Dolina si inserisce nel contesto di GO! 2025 Gorizia Nova Gorica Capitale Europea della Cultura, contribuendo al dialogo sulla memoria storica e sulla riconciliazione tra le comunità, attraverso l’arte e la riflessione condivisa.
Andrea Verzegnassi, Dolina,
2024, Graffito su tela eseguito con scheggia di mortaio della Grande Guerra, 80 x 60
Opera candidata nell'edizione 2024 del Premio Mestre di Pittura, selezionata con merito.
Andrea Verzegnassi, Memoria,
2024, terra, lavabile, resina, legno carbonizzato su cartone telato, 80 x 50
Opera candidata nell'edizione 2022 del Premio Mestre di Pittura.
L’elaborato fa parte di una serie di lavori dedicati alla commemorazione della Grande Guerra, parte dei quali già esposti: Cà dei Carraresi, Treviso; Villa Contarini, Padova; Biennale di Asolo e DeSidera ArtFestival, Trieste. E’ una libera rappresentazione del suolo carsico che si trova lungo i sentieri delle trincee scavate sul monte Sabotino. I Pigmenti usati per la raffigurazione sono a base di gesso di Bologna con l’aggiunta di pietra calcare trattata al mortaio, proveniente da questo bastione settentrionale della guerra Italo-austriaca del fronte dell’Isonzo.
Andrea Verzegnassi, Contaminazioni carsiche,
2022, pigmenti a base di gesso di Bologna con pietra carsica trattata al mortaio, 80 x 60
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