Monica Rea, originaria di Arpino (FR), risiede ad Isola del Liri (FR). Tecnico di ecogestione ambientale, artista e poetessa, ideatrice del “Progetto Tamerici” ispirato al pensiero di G.Pascoli. Ultimi riconoscimenti: Aprile 2024 - Menzione d’Onore - concorso “I luoghi dell’anima” indetto da “Sfumature di equilibrio” – Santa Paolina - con l’opera letteraria “Ti racconto Arpino” – opera successivamente pubblicata sul sito turistico del Comune di Arpino. Sett. 2024: Finalista al Concorso Apollo Dionisiaco Roma 2024 con l’opera poetica “Gli originali”. Ott. 2024 - Menzione di merito alla IX edizione del concorso artistico Ponte Vecchio - Firenze - con l’opera artistica: “Dalle Origini Ott. 2024 - Menzione di merito a Como al Concorso Letterario Internazionale “Vinceremo le malattie gravi” con l’opera poetica: “Mamma” Ott. 2024 - Segnalazione di merito - Premio Letterario Internazionale Città di Latina con la poesia “Le cazzate”. Nov. 2024 - Segnalazione di Merito Sezione Pittura "Setteponti" – Firenze - per l'opera pittorica “Protezione” Dic. 2024 – Progetto Tamerici: Lezioni di arte e natura presso I.C. Garibaldi Isola del Liri – realizzazione ed di un presepe artistico realizzato dagli alunni della scuola Primaria sotto la direzione artistica di Monica Rea / tale presepe è poi risultato vincitore del concorso indetto dalla Regione Lazio con successiva consegna del premio sul palco del Teatro dell’opera di Roma in occasione del Concerto di Natale della Regione Lazio ttps://www.icisoladelliri.edu.it/pagine/presepe-nel-cassetto Genn. 2025 – Vincitrice del Concorso “Ritratto sonoro” - Valutata da: Associazione Alessandro Scarlatti, Fondazione Valenzi e Accademia di Belle Arti di Napoli / viene scelta, insieme ad altri 18 artisti, per assistere alle prove dell’Orchestra Scarlatti presso il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes al fine di realizzare dei ritratti dell’orchestra mentre suonava. I ritratti sono stati successivamente esposti al primo piano del Maschio Angioino (Napoli) per oltre un mese: dal 15 Genn. al 21 Febb. 2025 Luglio 2025 – Selezionata alla Biennale della Riviera Romana a cui hanno partecipato artisti provenienti da 29 Paesi in tutto il mondo e selezionati 120 artisti. – Opera “Alle radici del cielo: non è una scala di cristallo” verrà esposta dal 12 luglio al 31 Agosto presso il Centro di Arte e Cultura di Ladispoli insieme alle opere archeologiche sottratte alla mafia dalla Guardia di Finanza.
Opera candidata nell'edizione 2025 del Premio Mestre di Pittura.
Il cielo tende generosamente le sue radici verso di noi. Fedeli o non fedeli, che si creda o meno, la tensione dell’umanità è da sempre rivolta verso l’alto. L’umanità cerca di salire aggrappandosi con mani e piedi alle radici del cielo. In primo piano ci sono le mie/nostre mani aggrappate alle radici perché siamo tutti lì: anche chi guarda il dipinto ne fa parte. Nel titolo, un richiamo alla poesia “La vita non è una scala di cristallo” di Langston Hughes, da me studiata in terza media e non più dimenticata. Sacrificio, impegno, costanza, speranza e buona volontà sono i temi affrontati in questo dipinto, perché le nuove generazioni sappiano che non ci sono vie facili. Dire alle nuove generazioni che si possono avere guadagni “facili”, “facili” risultati nelle diete estreme, “facili” risultati a scuola, amore “facile”, significa ingannarli e indebolire la loro muscolatura mentale: significa fare del male ai giovani e danneggiare il futuro di tutti. E’ bene che i giovani (e tutti) sappiano che se si vuole arrivare ad avere soddisfazione ed equilibrio mentale, bisogna impegnarsi costantemente, con fatica, verso il giusto, verso il bene e verso il “ben fatto”, con pazienza, con amore, con dedizione: senza mollare. Ogni tanto, per avere una piccola soddisfazione e farsi coraggio, bisogna anche avere il coraggio di guardare giù per vedere quanta strada si è fatta (come la figura ritratta in basso a destra). La cornice avrebbe rappresentato una barriera tra il dipinto e l’osservatore (che invece fa parte integrante dello stesso). Per la finitura è stato scelto un bordino leggermente lavorato che non ha una mera funzione estetica ma è anch’esso parte integrante del dipinto: il bordino bianco, con un leggero spessore e una leggera resistenza, non è altro che la nostra barriera immaginaria (il “non ce la faccio”) che la nostra “mente” ogni volta si deve sforzare di rompere per far emergere e rendere palese a tutti, il nostro vero “io”.
Monica Rea, “Alle radici del cielo: non è una scala di cristallo”,
2025, encausto su tela, 70x100