Mauro Melis, nato a Nuoro nel 1988, è designer e artista visivo; lavora a cavallo tra la Sardegna e Venezia. Laureato al Politecnico di Torino, si interessa all'aspetto generativo dei linguaggi computazionali. Esplora l’intersezione tra algoritmi, visualizzazione e complessità, specializzandosi nella data art e nello sviluppo di prodotti digitali. Il suo lavoro è stato premiato in diverse concorsi nazionali legati all’innovazione attraverso i dati aperti. Da oltre quindici anni, intreccia codice e strutture visive in un corpus di opere astratte che si distingue per il rigore geometrico e l’essenzialità formale. Il suo approccio si configura come un'indagine poetica e civile sulle dinamiche sociali e sul ruolo dell’informazione, offrendo allo spettatore strumenti per esercitare una forma di consapevolezza attiva. Negli ultimi anni ha ideato e affinato la tecnica del fraxel, un procedimento originale che reinterpreta il concetto di pixel verso sistemi complessi, frattali e strutture autoreplicanti, divenute elemento distintivo delle sue opere su tela.
Opera candidata nell'edizione 2025 del Premio Mestre di Pittura.
Una lucida intersezione tra dimensione analitica, percezione visiva e riflessione antropologica. Al centro della composizione l’artista colloca uno scalimetro nero, oggetto tecnico che qui assume il ruolo di metafora esistenziale. Sulle sue tre facce, una visibile frontalmente, le altre riflesse, sono riportati importi ipotetici di reddito: dal guadagno orario fino a una stima di un’intera vita lavorativa. La tela traduce visivamente l’equazione “time is money”, proponendo un modello di spazio-denaro che mette in discussione il valore dell’individuo (e le differenze tra essi) all’interno di sistemi monetari sempre più totalizzanti. Si configura a tutti gli effetti come uno strumento di misurazione, attraverso cui conoscere ed eventualmente travalicare i propri limiti economici, ma al contempo invita a ripensare la reale importanza di tale quantificazione. Sullo sfondo si sviluppa un elemento di forte novità: una rielaborazione in tricromia del monotile “The Hat”, scoperto nel 2023 dopo secoli di ricerche matematiche. Si tratta della prima tassellatura aperiodica singola in grado di riempire lo spazio all’infinito senza mai replicarsi. L’artista sfrutta questa proprietà per costruire un pattern modulare dinamico e ipnotico, in cui tre colori puri si fondono in una superficie vibrante, generando un’illusione prospettica che destabilizza e appaga l’occhio. In definitiva, l’opera si fonda su una sintesi originale tra arte, scienza e critica sociale, resa possibile dalle scoperte più recenti, e perciò impensabile fino a pochi anni fa. Un intenso gesto manuale di forte consapevolezza e grande rigore visivo che ci parla dell’inevitabile paradosso di un’esistenza che tenta di darsi forma entro limiti razionali ed oggettivi, pur essendo immersa in strutture fluide, spesso invisibili e potenzialmente infinite.
Mauro Melis, Il Metro della Vita: Reflections about Time is Money ,
2025, Marker acrilico su tela, 100 x 70