Albino Caramazza è nato a Santo Stefano Quisquina (AG) nel 1953. Crea un elaborato artistico utilizzando le bustine dello zucchero che recupera nei vari locali o acquistandole. L’azione dell’Autore è apparentemente semplice; in realtà essa è costruita e ricercata con scrupolosa pazienza quotidiana, così, i singoli grafismi, i colori e le piccole forme geometriche rappresentati da questi involucri, liberano in lui una vera e propria consapevolezza estetica. Le bustine sono quindi assemblate meticolosamente, accostandone forme e gradazioni cromatiche, mediante la tecnica del Collage vengono così rielaborate e composte con squisita sensibilità. Ne risultano personali raffigurazioni di opere dell’arte futurista, espressionista, realista e surrealista, astratta, contemporanea e personali, la cui peculiarità è tale da costituire la virtuale apposizione, sulle copie d’Autore, della canonica parola “Fecit”. L’artista, nella selezione delle opere da ricreare, è intimamente legato a accostamenti cromatici forti, illuminati da una luce brillante e gioiosa da cui risultano tonalità dai contorni limpidi e delineati. Albino Caramazza attraverso un lungo periodo di ricerca ha affinato la tecnica del disegno, ha usato il collage per comporre immagini ispirate ai dipinti dei grandi maestri che hanno fatto la storia della pittura. Le bustine di zucchero, nelle sue mani, si trasformano completamente e accostate per i loro cromatismi o per una particolare grafica diventano opere non effimere che meritano attenzioni per i richiami ai grandi del passato. La sua grande tavolozza, quindi, è il piano di un tavolo sul quale distribuisce questi contenitori cartacei colorati, che sceglie di volta in volta e modella con le forbici, per realizzare il suo progetto pittorico attraverso un linguaggio semplice e vibrante.
Opera candidata nell'edizione 2026 del Premio Mestre di Pittura, selezionata con merito.
Albino Caramazza, Caffè alla finestra ,
2024, Collage di sole bustine di zucchero originali, 60x46