Chiara Bertolin vive e lavora a Marostica (VI). La sua ricerca artistica si concentra principalmente sulla natura morta, intesa come spazio di relazione e dialogo tra gli oggetti. Nelle sue composizioni, elementi naturali e artificiali convivono come micro-ecosistemi visivi, rivelando equilibri, tensioni e corrispondenze inattese. La natura morta costituisce il nucleo della sua ricerca, mentre lo spazio assume caratteri differenti, da ambientazioni essenziali e dai toni neutri a scenari più immaginativi, astratti o talvolta metafisici. Utilizza prevalentemente la pittura a olio, tecnica che permette di analizzare il soggetto nel dettaglio e raggiungere un alto livello di precisione. Ha partecipato a diverse mostre collettive e fiere d’arte, tra cui Contemporary Art Talent Show - ArtePadova, Pordenone Antiquaria (varie edizioni) e la VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea - Musei Civici di Bassano. Nel 2026 è stata selezionata tra i finalisti del Premio Mestre di Pittura, partecipando alla mostra collettiva presso il MUVEC - Casa delle Contemporaneità di Mestre.
Opera selezionata dalla Giuria come finalista nell'edizione 2026 del Premio Mestre di Pittura.
In Oasi invisibile la natura morta si trasforma in un micro-ecosistema in equilibrio, un luogo sospeso in cui la vita vegetale si sviluppa lentamente, emergendo da una forma a goccia e intrecciandosi con gli altri elementi della composizione. Il tralcio si arrampica sull’obelisco, in un movimento ascendente verso la luce, mentre poco distante il nautilus, con la sua struttura interna rigorosa e armonica, richiama ancora una volta il mondo dell’acqua. Ne nasce un’armonia sottile e inattesa, la possibilità di un’oasi che affiora nel paesaggio desertico, un punto quieto e vitale, quasi invisibile eppure capace di custodire la vita.
Chiara Bertolin, Oasi invisibile,
2024, olio su tela, 60 x 60